Che la campanella suoni o che i corridoi siano ancora pieni di voci, a scuola le buone notizie arrivano sempre nello stesso modo: con un passaparola che cresce, si intreccia e alla fine diventa sorriso condiviso. Così è stato quando abbiamo scoperto che il nostro Liceo Scientifico “San Giovanni Bosco” è al secondo posto a Cagliari secondo Eduscopio. Non un trofeo da mettere in bacheca e basta, ma il racconto di tante storie che continuano all’università.
Eduscopio, infatti, non fotografa le scuole dall’interno: guarda cosa succede ai diplomati nel primo anno di università. Lì osserva due cose semplici e decisive: i voti degli esami e quanti crediti formativi vengono davvero accumulati. Poi le mette insieme in un unico indice, l’FGA, che misura sia la qualità dell’apprendimento sia il passo con cui si procede. Il confronto è tra scuole dello stesso indirizzo e della stessa area, per rendere la scelta utile a chi cerca vicino a casa. In altre parole: se i nostri ex studenti e studentesse studiano bene e vanno avanti con ritmo, Eduscopio se ne accorge.
Dietro a quel “secondo posto” ci sono volti e abitudini: quaderni fitti di esercizi, i “perché?” detti con curiosità, un laboratorio che accende connessioni tra formule e realtà, un consiglio dato nel momento giusto prima di un test. C’è il metodo – costruito giorno dopo giorno – e c’è l’accompagnamento, che per noi salesiani vuol dire attenzione alla persona intera: ragione, relazione, fiducia. Don Bosco lo chiamava “educazione del cuore”. Quando questa premura funziona, il salto all’università non spaventa: lo si affronta con gambe allenate.
Essere secondi nella lettura di Eduscopio ci dice almeno tre cose. Primo: il percorso scientifico che proponiamo regge bene l’urto del primo anno accademico, quello in cui si misura la solidità delle basi. Secondo: la nostra comunità educante – docenti, famiglie, personale, studenti e studentesse – lavora nella stessa direzione. Terzo: c’è ancora strada da fare, e questo è un bene. Perché la scuola è un cantiere permanente: si aggiustano attrezzi, si provano idee, si ascoltano i bisogni di chi verrà.
E allora questo risultato non è un punto d’arrivo. È uno stimolo a continuare con ancora più cura: potenziare i laboratori e la matematica applicata, coltivare il gusto delle domande, rafforzare l’orientamento in uscita, sostenere chi ha bisogno di una spinta in più e sfidare chi può osare. Perché l’università chiede competenze, certo, ma prima ancora chiede fiducia in sé, tempo ben gestito, capacità di lavorare con gli altri. Tutto quello che proviamo a coltivare, insieme, nelle nostre giornate.
A chi sta scegliendo la scuola superiore diciamo questo: venite a trovarci. Guardate le aule, chiedete come si studia qui, parlate con chi ci vive ogni giorno. Eduscopio ci ha dato una bella conferma; il resto ve lo racconteranno i corridoi, i professori, i compagni e le compagne che incontrerete. La classifica passa, il cammino resta. E noi non vediamo l’ora di percorrerlo con voi.



