La scienza nascosta in una candela: laboratorio alla Sezione di Chimica dell’Università di Cagliari

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Un incontro tra scuola e università che accende l’interesse per la scienza: a partire da un brainstorming guidato, le studentesse e gli studenti hanno osservato da vicino la combustione della candela come caso di studio. Tra passaggi di stato, dinamica della fiamma e meccanismi di trasferimento del calore, l’esperimento della “riaccensione tramite fumo” ha svelato il vero combustibile della candela: i vapori di cera. Un oggetto quotidiano si è trasformato in palestra di metodo scientifico, spirito critico e meraviglia.

L’esperienza

Dalla domanda alla ricerca

La prof.ssa Antonella Rossi ha aperto l’attività con un breve brainstorming: perché alcuni materiali bruciano e altri no? Cosa accade quando scaldiamo una sostanza? Perché una fiamma cambia forma o colore? Domande semplici solo in apparenza, che hanno aiutato le/ɜ studentɜ a riconoscere che dietro ogni fenomeno c’è un intreccio di processi fisici e chimici indagabili con metodo.

Un caso di studio: la candela

In laboratorio, la candela è diventata il filo conduttore per comprendere il processo combustivo: combustibile, comburente, temperatura di attivazione e dinamica della fiamma. Al centro, il “ciclo” della cera:
• Fusione: il calore fonde la cera solida in liquida.
• Capillarità: la cera liquida risale nello stoppino.
• Vaporizzazione: nelle zone più calde la cera passa allo stato gassoso.
• Combustione dei vapori: è il gas (non la cera solida o liquida) a reagire con l’ossigeno generando la fiamma.
Questo continuo passaggio solido → liquido → gas → combustione spiega la costanza della fiamma.

Dinamica della fiamma e trasferimento di calore

La classe ha riconosciuto aree con temperature diverse nella fiamma e osservato come il calore si trasmette per conduzione, convezione e irraggiamento, collegando la teoria all’osservazione diretta. Il momento più sorprendente: dopo aver spento la candela, la colonna di fumo contiene ancora vapori di cera combustibili. Avvicinando un fiammifero alla scia, la fiamma “corre” lungo il fumo e riaccende lo stoppino senza toccarlo. Una dimostrazione chiara e memorabile che il vero combustibile è la cera allo stato gassoso.

Quello che abbiamo imparato

• Curiosità operosa: ogni fenomeno quotidiano può diventare domanda e poi esperimento.
• Linguaggi di scienza: concetti come combustibile/comburente o trasferimento del calore diventano più chiari quando li vediamo in azione.
• Metodo scientifico: osservare, formulare ipotesi, verificare, argomentare.

Una visione salesiana della scienza

Nel solco del Sistema Preventivo, la scienza diventa educazione integrale: mente, mani e cuore in dialogo. Scoprire “cosa c’è dietro” una fiamma educa al pensiero critico e alla meraviglia, due ingredienti che rendono le e i giovani protagonisti responsabili. Come ricordava don Bosco, l’educazione è “cosa del cuore”: anche un laboratorio può essere casa che accoglie, scuola che prepara alla vita, cortile che educa alla relazione.

Un grazie alla prof.ssa Antonella Rossi e alla Sezione di Chimica dell’Università degli Studi di Cagliari per la disponibilità e la competenza, e a tutte le studentesse e tutti gli studenti che hanno partecipato con attenzione e passione.

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