Contributo statale alle famiglie delle scuole paritarie: domande entro il 21 settembre

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Che cos’è

Con il decreto interministeriale del 14 luglio 2026, il Ministero dell’Istruzione e del Merito, di concerto con il Ministero dell’Economia, ha reso operativo un contributo destinato alle famiglie degli studenti delle scuole paritarie. L’avviso pubblico che apre le domande è del 31 luglio e fissa la scadenza al 21 settembre 2026.

La misura attua quanto previsto dalla legge di bilancio 2026 e mette a disposizione un fondo nazionale di 20 milioni di euro.

Il contributo riguarda l’anno scolastico 2025/26, quello appena concluso, e viene versato a posteriori sul conto corrente della famiglia. Non si tratta quindi di uno sconto sulla retta dell’anno che sta per cominciare.

Chi può fare domanda

Possono presentare la domanda i genitori, o chi esercita la responsabilità genitoriale, di studenti che nell’a.s. 2025/26:

  • erano iscritti e frequentanti una scuola secondaria di primo grado paritaria oppure il primo biennio di una scuola secondaria di secondo grado paritaria;
  • risultavano regolarmente censiti nel sistema SIDI (Anagrafe Nazionale degli Studenti);
  • appartengono a un nucleo familiare con ISEE in corso di validità non superiore a 30.000 euro.

Per le famiglie del nostro istituto: rientrano le tre classi della scuola secondaria di primo grado e le prime due classi del liceo classico e del liceo scientifico, riferite all’anno appena concluso. Restano fuori il triennio finale dei licei e i percorsi di Infanzia Lieta, cioè asilo nido, scuola dell’infanzia e primaria.

Quanto vale

L’importo varia in base all’ISEE, secondo tre fasce.

Fascia ISEE del nucleo familiare Importo del contributo
1ª fascia: da 0 a 10.000 euro da 600 a 1.500 euro
2ª fascia: da 10.000,01 a 20.000 euro da 400 a 1.300 euro
3ª fascia: da 20.000,01 a 30.000 euro da 200 a 1.000 euro

Tutte le domande che rispettano i requisiti vengono accolte e ottengono il contributo. Non c’è una graduatoria e non c’è un click day: nessuno resta escluso perché ha presentato la domanda dopo qualcun altro.

Quello che cambia è l’importo, e si conosce solo a domande chiuse. Il Ministero assegna prima la cifra minima di ciascuna fascia, partendo dai nuclei con l’ISEE più basso. Se le risorse avanzano, l’eccedenza viene ridistribuita in proporzione e gli importi salgono verso i massimali. Se invece non bastano a coprire tutti i minimi, i minimi stessi vengono abbassati, così da soddisfare comunque tutte le domande ammesse.

Due conseguenze. La cifra non è garantita e può risultare anche inferiore ai 200 euro della terza fascia. E 1.500 euro è il tetto teorico della prima fascia, non quello che riceverà la maggior parte delle famiglie: il fondo di 20 milioni, al netto di una quota fino al 2% per la gestione della procedura informatica, è un limite di spesa invalicabile.

Sulla scadenza, invece, non c’è margine. Chi arriva dopo il 21 settembre resta fuori.

Il cumulo con i contributi regionali

Il contributo statale è cumulabile con eventuali aiuti regionali che abbiano la stessa finalità, a condizione che la somma non raggiunga il Costo Medio Studente, fissato per l’a.s. 2025/26 in 7.161,37 euro per la secondaria di primo grado e 7.852,29 euro per la secondaria di secondo grado. Oltre quella soglia il contributo statale viene ridotto, così da restare entro il tetto. In fase di domanda va dichiarato se si sono già ricevuti contributi regionali.

Come si presenta la domanda

La procedura è interamente digitale e passa dalla piattaforma Unica. La invia un solo genitore, o chi esercita la responsabilità genitoriale.

  1. accedere all’area riservata con SPID, CIE, CNS o eIDAS;
  2. raggiungere il servizio dalla sezione «Agevolazioni» e selezionare il figlio per cui si richiede il beneficio;
  3. prendere visione dell’informativa sul trattamento dei dati personali;
  4. far verificare al sistema il possesso dei requisiti: si procede solo in caso di esito positivo;
  5. dichiarare eventuali contributi regionali già ricevuti per la stessa finalità;
  6. inserire IBAN e intestazione del conto corrente, più un indirizzo e-mail o PEC di contatto.

Va compilata una domanda per ogni figlio. Non serve allegare documenti: prima dell’invio la piattaforma interroga in tempo reale il SIDI, per la frequenza in un istituto paritario e il legame genitore-studente, l’INPS, per nucleo familiare e fascia ISEE, e l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente.

L’attestazione ISEE deve essere in corso di validità e senza difformità, cioè priva di anomalie rilevate sui dati dichiarati. Un’attestazione con difformità blocca la domanda. Se la verifica dà esito negativo per una situazione sanabile, per esempio un ISEE scaduto, si può regolarizzare e tornare su Unica, sempre entro il 21 settembre.

Non serve avere già un profilo «Genitore» su Unica. Si accede con la propria identità digitale, si usa l’opzione per verificare l’ammissibilità e, se i riscontri con INPS e ANPR sono positivi, il profilo si attiva in autonomia.

Una volta determinato l’importo arriva una comunicazione via e-mail, e la cifra spettante si consulta nell’area riservata. Il pagamento avviene con bonifico sul conto indicato e lo gestisce l’Ufficio Scolastico Regionale competente in base alla sede della scuola frequentata, quindi l’USR Sardegna per le famiglie del nostro istituto.

Le dichiarazioni rese in piattaforma hanno valore di dichiarazione sostitutiva ai sensi del DPR 445/2000: in caso di dati non veritieri sono previste la decadenza dal beneficio e il recupero delle somme già erogate.

Cosa fare adesso

La cosa più urgente è l’ISEE, che è anche il requisito su cui si blocca il maggior numero di famiglie. Chi non ha ancora presentato la DSU per il 2026 dovrebbe rivolgersi a un CAF o all’INPS nelle prossime settimane, perché a settembre i tempi si allungano e il 21 non ammette proroghe. Chi ha un’attestazione con difformità segnalate deve farla correggere prima di poter inviare la domanda.

Serve poi che il genitore che presenterà la domanda abbia SPID o CIE attivi, con le credenziali a portata di mano. E vanno preparati IBAN e intestazione del conto corrente su cui ricevere il bonifico, più un indirizzo e-mail di contatto.

La segreteria dell’istituto è a disposizione per chiarire la posizione scolastica dello studente. Per la procedura e per la domanda il riferimento è la piattaforma Unica.

Link utili

  • Pagina ufficiale del servizio su Unica, con le domande frequenti e l’infografica del Ministero in PDF
  • Avviso n. 3320 del 31 luglio 2026 (mim.gov.it)
  • Decreto interministeriale 14 luglio 2026, n. 140 (mim.gov.it)

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