Carissimi ragazzi e care ragazze del Liceo,
cari genitori,
cari docenti,
vi raggiungo in questo Natale con il cuore di un padre e con l’affetto semplice e schietto che don Bosco aveva per i suoi giovani. Natale non è anzitutto una festa “emotiva” o un insieme di luci e regali: è un fatto reale, concreto. Dio entra nella nostra storia, si fa vicino, si fa piccolo, si fa Bambino per dirci che ci prende sul serio, che ama davvero la nostra vita così com’è, con le sue fatiche e i suoi sogni.
Il Natale del Signore ci ricorda che l’amore di Dio non è un sentimento vago, ma una presenza che illumina e riscalda il cuore, una luce vera che non abbaglia ma accompagna, che non giudica ma rende capaci di vivere nella verità, senza maschere. Davanti a Gesù Bambino possiamo smettere di fingere, di dover essere “qualcun altro”, e imparare ad accogliere noi stessi e gli altri per ciò che siamo.
Vi auguro, cari giovani, di non accontentarvi della superficie delle cose. Di non “ubriacarvi” di esperienze, oggetti o emozioni che promettono tanto ma poi lasciano vuoti e soli. Il vostro cuore è fatto per l’infinito: non svendetelo. Divertitevi, sì — la gioia vera piace a Dio — ma non perdete mai la vostra dignità, perché siete preziosi e amati più di quanto possiate immaginare.
Dio si fa Bambino proprio per abbracciare la nostra umanità e restituirle una bellezza infinita. In quel Bambino c’è la verità su di voi: siete fatti per il bene, per l’amore autentico, per relazioni vere. Scegliete il vero amore, non i surrogati che scaldano un attimo e poi lasciano freddo il cuore. Ritornate alla semplicità, alla genuinità dell’amicizia sincera, al gusto profondo di sentirsi famiglia, dove ci si vuole bene non perché si è perfetti, ma perché si appartiene gli uni agli altri.
Un pensiero particolare va a voi, cari docenti. Grazie per il vostro servizio quotidiano, spesso silenzioso e paziente, per la passione educativa con cui accompagnate i giovani non solo nella crescita culturale, ma anche umana e interiore. In una scuola salesiana, insegnare è sempre anche un atto di amore e di speranza. Il Natale del Signore rinnovi in voi la gioia dell’educare, la forza nei momenti di stanchezza e la certezza che ogni seme di bene gettato nel cuore dei ragazzi porta frutto, anche quando non lo vediamo subito.
A voi, cari genitori, va il mio augurio riconoscente. Grazie per la vita che custodite, per l’amore spesso nascosto e quotidiano con cui sostenete i vostri figli nel cammino di crescita. Il Natale vi doni pace, fiducia e la consolazione di sapere che Dio cammina dentro le vostre case.
Il Natale ha ispirato parole luminose lungo i secoli. Sant’Agostino ci ricorda:
«Colui che teneva il mondo nelle sue mani ha trovato posto in una mangiatoia».
San Francesco d’Assisi, innamorato della povertà di Betlemme, diceva:
«Vedete l’umiltà di Dio e aprite davanti a Lui i vostri cuori».
Romano Guardini scriveva:
«Il Bambino di Betlemme ci insegna che Dio non salva con la forza, ma con l’amore».
E Alessandro Manzoni ci consegna una verità che consola:
«Dio non turba mai la gioia dei suoi figli se non per prepararne loro una più certa e più grande».
A tutti voi auguro un Natale vero, luminoso ed essenziale. Che Gesù, vera luce che viene nel mondo, entri nelle vostre case, nelle aule, nelle relazioni quotidiane e nei vostri cuori, e vi insegni a vivere con autenticità, coraggio e amore.
Buon Natale, di cuore. 🎄
vostro d. Angelo



